In Imab crediamo che al futuro ci si debba preparare con azioni concrete. Con questo spirito, lo scorso 26 gennaio abbiamo dato ufficialmente il via a un progetto cruciale per la nostra evoluzione: il ridisegno del nostro Footprint Industriale.
Ma cosa significa esattamente questo termine? Il “footprint” (o impronta) industriale è un indicatore ambientale fondamentale: misura la quantità totale di emissioni di gas serra generate, direttamente o indirettamente, da un’azienda lungo tutto il ciclo di vita dei suoi prodotti. Migliorare questo indicatore significa produrre in modo più intelligente, pulito e sostenibile.
Questo progetto, che ci vedrà impegnati in una prima fase intensiva fino a luglio 2026, non è un’iniziativa isolata. Rappresenta il primo, fondamentale passo di una strategia a lungo termine, un vero e proprio motore che darà vita al più ampio progetto “Imab 2030”, il nostro piano per allineare l’assetto produttivo ai grandi obiettivi futuri del Gruppo.
Per trasformare questa visione in realtà, stiamo lavorando contemporaneamente su due grandi fronti operativi, coinvolgendo diversi nostri stabilimenti produttivi e poli logistici.
Il primo ambito di intervento riguarda l’organizzazione degli spazi di lavoro e delle aree di assemblaggio. L’obiettivo è analizzare a fondo come sono strutturate le nostre postazioni quotidiane per renderle più logiche e ordinate. Attraverso l’applicazione di metodologie pratiche e riconosciute a livello internazionale per il riordino degli spazi e la gestione della logistica, stiamo introducendo miglioramenti immediati. Un aspetto centrale di questa fase è la formazione: vogliamo che i nostri team diventino formatori a loro volta, diffondendo questa nuova cultura dell’efficienza in tutta l’azienda.
Il secondo ambito si concentra invece sul cuore della nostra logistica legata alla Grande Distribuzione Organizzata. Stiamo mappando l’intero tragitto che i materiali compiono dai magazzini dei pannelli fino allo stabilimento produttivo finale. Lo scopo è trovare il bilanciamento perfetto per questi flussi, evitando colli di bottiglia e ottimizzando i carichi.
Tutto questo complesso lavoro di mappatura, riordino e formazione ha due obiettivi finali molto chiari e tangibili: ridurre in modo drastico i trasporti e le movimentazioni di materiali all’interno e tra i vari stabilimenti, e abbattere la quantità di scarti destinati al macero.
Meno sprechi, meno trasporti interni e spazi di lavoro più vivibili si traducono in un impatto ambientale nettamente inferiore. È così che, giorno dopo giorno, stiamo costruendo un’azienda non solo più efficiente, ma anche più responsabile.