“La parità di genere è un valore centrale per noi”, afferma Alberto Bruscoli, Amministratore Delegato del Gruppo IMAB. “Questa certificazione è il riconoscimento di un percorso intrapreso da tempo che mira a fare della nostra azienda in luogo dove le persone possano crescere professionalmente e personalmente, conciliando vita lavorativa e familiare”.
Bruscoli sottolinea come, nonostante i progressi, la strada verso la parità di genere sia ancora lunga. “Secondo il Global Gender Gap Report 2024 ci vorranno ancora 134 anni prima che la parità di genere venga raggiunta”, afferma. “L’Italia, in particolare, è ancora molto indietro: nella classifica dei Paesi che meglio si stanno muovendo sul tema della parità di genere siamo al’87° posto, lontanissimi da altre nazioni europee come Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia, Germania, Irlanda e Spagna tutte nella Top 10 mondiale”.
L’ISTAT registra un tasso di occupazione femminile fermo al 52,5% rispetto al 70,4% degli uomini e ricorda che il 42% delle donne, tra i 15 e i 64 anni, è inattiva, non cerca lavoro per via di una pressione sociale penalizzante che le vede spesso impegnate su più fronti con forti se non totalizzanti responsabilità sul piano dei tempi di cura in famiglia
E a livello locale le cose non migliorano, anzi.
Da un recente studio di INPS Marche, CIV e Università degli studi di Urbino, emerge che nella nostra Provincia le donne oltre a guadagnare meno degli uomini a parità di funzione, impiegano più tempo a trovare lavoro anche se le loro qualifiche sono migliori, con un tasso di occupazione, a tre anni dalla laurea magistrale, che si differenzia da quello degli uomini di 15 punti contro i 5,5 a livello nazionale.
“Un dato grave, quello provinciale, che impatta anche sul fronte della competitività delle nostre aziende – conclude Bruscoli – Un’azienda inclusiva è un’azienda più forte e attraente, in grado di attirare e trattenere quei talenti che oggi sono indispensabili per riuscire a confrontarsi con le sfide del mercato”.